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La riforma IGR del 2025 è stata presentata dal Governo come una scelta “necessaria” e “strategica”: un sacrificio chiesto a cittadini e imprese per finanziare un piano di sviluppo del Paese. A mesi di distanza, quell’idea di sviluppo ancora non si vede neanche da lontano.

L’aumento del gettito – stimato in almeno 17 milioni di euro – è stato ottenuto caricando nuovi oneri su famiglie e sistema economico. Tuttavia, queste risorse non stanno alimentando un progetto organico di crescita, ma confluiscono in spesa pubblica generica, inserita sotto la voce “infrastrutture” senza criteri chiari, obiettivi misurabili o una strategia economica definita.

Non è in discussione la necessità di investire. La vera domanda è: quali investimenti, con quale priorità e con quale ritorno per il Paese? Il nuovo Polo della Sicurezza a Valdragone – 7,5 milioni complessivi, con un primo lotto da 3,6 milioni finanziato grazie alla riforma fiscale – rappresenta un esempio emblematico. Opera utile sotto il profilo logistico, ma è questa la priorità per lo sviluppo economico di San Marino?

Il Paese affronta criticità ben più urgenti:

1) costo dell’energia;

2) attrazione di investimenti;

3) crisi demografica e abitativa;

4) produttività stagnante;

5) carenza di infrastrutture economiche;

6) fuga di giovani e competenze.

In questo contesto, interventi scollegati e decisi caso per caso non possono essere definiti un piano di sviluppo. Il Governo non sta guidando una strategia di crescita, ma limitandosi ad amministrare la spesa. Uno Stato cresce investendo in innovazione, competitività, semplificazione normativa, attrazione di capitali, turismo di qualità, formazione, università, infrastrutture produttive e digitalizzazione. Nulla di tutto questo è stato presentato con un piano strutturato e un cronoprogramma chiaro.

Ai cittadini erano stati chiesti sacrifici per “far ripartire San Marino”. Oggi l’extra gettito finanzia opere decise senza un disegno complessivo e senza un reale confronto con il mondo economico, come evidenziato anche dall’editoriale di San Marino Fixing.

La domanda resta semplice: perché aumentare le tasse se non esiste una strategia per trasformarle in crescita?

Come DOMANI – Motus Liberi siamo convinti che questa sia la strada da percorrere:

  1. un Piano di Sviluppo nazionale pluriennale, condiviso con le forze politiche e le parti economiche;
  2. criteri chiari e vincolanti per l’utilizzo dell’extra gettito IGR;
  3. priorità a investimenti su competitività e lavoro;
  4. piena trasparenza sull’impiego di ogni euro in più prelevato ai sammarinesi.

Anche nell’ambito della seduta congiunta delle Commissione Esteri e della Commissione Finanze di ieri, dove abbiamo fornito nuovamente la possibilità di dare impulso allo sviluppo con un nostro ordine del giorno, la maggioranza lo ha respinto gettando per l’ennesima volta un’opportunità nel cestino.

San Marino non ha bisogno di un Governo che spende. Ha bisogno di un Governo che costruisce crescita. Oggi, l’extra IGR si rivela per ciò che è: una tassa in più senza un progetto in più.

DOMANI – Motus Liberi

Ufficio Stampa

ufficiostampa@domanimotusliberi.org

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