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Nella seduta del 3 giugno, in Commissione Esteri, è stata scritta una delle pagine più imbarazzanti degli ultimi anni della politica sammarinese. Si è verificato, infatti, un fuoco incrociato costruito ad arte al fine di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dall’unica questione che davvero dovrebbe preoccupare l’intero Paese: l’enorme danno politico e istituzionale, anche sul versante della credibilità internazionale, prodotto da chi ha gestito l’affare che oggi espone San Marino ad un arbitrato da 150 milioni di euro. La colpa di DOMANI – Motus Liberi? Aver presentato un’interpellanza su questo tema. Aver chiesto con tutte le forze chiarimenti su aspetti cruciali della vicenda. Aver domandato al Governo come intenda difendere la Repubblica sammarinese in una controversia internazionale di dimensioni macroscopiche, che non vede precedenti. Aver chiesto se corrisponda al vero una voce che, da tempo, parla con insistenza di una possibile soluzione transattiva da 60 milioni di euro. Domande. Semplicemente domande.

Invece di rispondere, qualcuno ha scelto la strada più comoda: attaccare frontalmente chi le pone. Si è assistito così alla solita pantomima di coloro che blaterano di rispetto delle istituzioni, del bene del Paese e del senso di responsabilità in capo alla politica, dimenticando di essere gli stessi che, con le proprie scelte, hanno contribuito a trascinare San Marino nella pessima situazione in cui oggi si trova. Chi invoca il prestigio delle istituzioni dovrebbe prima spiegare come sia stato possibile arrivare ad una controversia internazionale di questa portata. Chi parla di danni all’immagine del Paese dovrebbe interrogarsi sulle responsabilità politiche che hanno generato questa vicenda. Chi oggi punta il dito contro l’opposizione dovrebbe ricordare che il compito della minoranza parlamentare è quello di controllare, chiedere conto e pretendere trasparenza da chi governa. Sempre. Anche quando le domande risultano scomode.

La verità è che, progressivamente, un numero sempre maggiore di cittadini sta comprendendo il copione in atto. Da una parte c’è chi chiede chiarimenti. Dall’altra c’è chi pretende che non ciò non venga fatto. Da una parte c’è chi vuole conoscere i fatti. Dall’altra c’è chi si scandalizza per le domande che gli vengono poste, ma non per le enormi criticità che le hanno rese doverose. Per questo il nervosismo cresce. Per questo gli attacchi diventano ogni giorno più personali, subdoli e aggressivi. Perché una certa politica, quella che per anni ha occupato ogni spazio di potere, distribuito favori, confuso l’interesse generale con interessi di bottega e contribuito al progressivo logoramento delle istituzioni, sente che il proprio tempo è ormai agli sgoccioli. Ed è forse proprio questo il punto: siamo arrivati al momento in cui un certo modo di fare politica che ha compromesso la credibilità del Paese può finalmente essere superato. DOMANI – Motus Liberi continuerà a fare ciò che ha sempre fatto: porre domande, pretendere risposte e difendere il diritto dei cittadini a conoscere la verità. Anche quando qualcuno vorrebbe imporre un imbarazzante silenzio.

DOMANI – Motus Liberi

Ufficio Stampa

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