San Marino, addì 07/05/2026 – 1725 d.f.R.
Lo stop arrivato in sede Coreper sull’Accordo di Associazione con l’Unione Europea rappresenta molto più di un semplice rallentamento tecnico. È un segnale politico pesante, che certifica l’ennesimo fallimento di una gestione presentata per anni come “storica”, “irreversibile” e ormai vicina al traguardo. Oggi, invece, San Marino si ritrova ancora una volta ferma, senza certezze e con una credibilità internazionale inevitabilmente indebolita.
Per mesi il Segretario agli Esteri Luca Beccari ha rassicurato il Paese, parlando di percorso in sicurezza, di tempistiche rispettate e di sostegno europeo consolidato. Ogni dubbio veniva liquidato come allarmismo. Ogni critica veniva descritta come strumentale. Eppure la realtà dei fatti racconta altro: rinvii, ostacoli politici, addendum correttivi, tensioni con alcuni Stati membri e ora una bocciatura che rischia di compromettere anni di lavoro.
La politica estera non è propaganda: contano i risultati.
Di fronte a questo scenario, continuare a fare finta di nulla sarebbe un errore ancora più grave. In qualsiasi democrazia matura, un fallimento di questa portata comporterebbe una presa di responsabilità politica immediata. Non per accanimento personale, ma per rispetto delle istituzioni.
Per questo le dimissioni di Beccari non dovrebbero essere considerate una provocazione dell’opposizione, ma un atto dovuto di serietà politica. Chi ha guidato il dossier europeo per anni, rivendicandone ogni passaggio positivo, non può oggi scaricare le colpe su Bruxelles, sui tecnicismi o sugli altri Paesi membri.
San Marino ha bisogno di trasparenza, di una nuova strategia e soprattutto di recuperare credibilità nei rapporti internazionali. Ma questo difficilmente potrà avvenire mantenendo alla guida della politica estera chi ha condotto il Paese dentro questo vicolo cieco.
Il tempo degli annunci è finito. Le responsabilità politiche sono enormi e chiare, se ne prenda atto.
DOMANI – Motus Liberi
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