L’approvazione definitiva da parte del Senato italiano del disegno di legge in materia di energia nucleare sostenibile segna un passaggio fondamentale nel panorama energetico europeo. Il testo individua obiettivi chiari: contribuire alla neutralità climatica entro il 2050, rafforzare la sicurezza e l’indipendenza energetica, aumentare la resilienza del sistema e contenere i costi per cittadini e imprese. DOMANI – Motus Liberi, dal Titano, accoglie con favore questa svolta e rilancia con forza la propria proposta, che porta avanti da tempo, ben prima che il dibattito tornasse mediatico in Italia: aprire immediatamente un tavolo tecnico-politico sul futuro energetico di San Marino, che includa senza tabù la valutazione delle tecnologie nucleari avanzate, compresi i piccoli reattori modulari (SMR).
Il punto di partenza, per quanto ci riguarda, è un dato troppo spesso trascurato: San Marino utilizza già energia di origine nucleare. Secondo il mix energetico nazionale pubblicato da AASS, nel 2025 questa fonte ha rappresentato il 4,07% del totale. Una quota riconducibile all’energia proveniente dalla Francia, dove il nucleare continua a svolgere un ruolo centrale, coprendo oltre il 67% della produzione elettrica nazionale. La domanda non è dunque se possiamo permetterci di discutere di nucleare, ma se possiamo permetterci di non farlo. Il conflitto russo-ucraino ha evidenziato con crudezza la fragilità di un Paese totalmente dipendente dall’estero. San Marino non può continuare a vivere di emergenza in emergenza, esposta alle oscillazioni dei mercati e ai ricatti dei fornitori. A questo proposito, ribadiamo che la scelta del governo di spendere fino a 15 milioni di euro per acquistare parchi solari in Italia è miope: non produce competenze, non crea filiera, non riduce la dipendenza.
Anche in Italia, particolare attenzione è stata riservata alle tecnologie nucleari innovative, da valutare con i più elevati standard di sicurezza europei e internazionali, in connessione con gli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza e indipendenza energetica e contenimento dei costi. Gli SMR rappresentano una prospettiva tecnologica di grande interesse: energia programmabile, a basse emissioni, sicura e con un impatto territoriale incomparabilmente inferiore a quello di un parco fotovoltaico. Per una realtà piccola come quella di San Marino, è un’opzione che merita di essere studiata con serietà, mettendo attorno a un tavolo esperti indipendenti che possano offrire una valutazione trasparente su costi, tempistiche, sicurezza e sostenibilità. La finalità primaria – attorno a cui, ne siamo certi, non potranno che convergere anche le altre forze politiche – è mettere San Marino nelle condizioni di scegliere, senza affidarsi a una singola tecnologia e senza escluderne altre a priori.
Quando abbiamo proposto, mesi fa, un confronto serio sul nucleare di nuova generazione, la nostra posizione è stata accolta da alcuni membri del Governo e della maggioranza con sufficienza e persino con derisione. Oggi, mentre l’Italia e altri Paesi europei tornano ad interrogarsi concretamente sul ruolo del nucleare nella transizione energetica, lasciamo agli altri le battaglie ideologiche, le battute e le caricature. Come DOMANI – Motus Liberi continueremo convintamente ad approfondire le opportunità che potrebbero derivare dal nuovo scenario italiano ed europeo: dalla partecipazione a progetti e filiere comuni fino all’evoluzione dei piccoli reattori modulari e delle altre tecnologie avanzate. Perché il futuro energetico di San Marino va programmato con studio, competenze e visione strategica.
DOMANI – Motus Liberi
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